Non avere rimpianti

Avere rimpianti: quando ho capito come non averne

Oggi voglio raccontarti una storia. La mia. Quella relativa a non avere rimpianti, di viaggio ma non solo.

Forse è una storia comune o forse no. Ma voglio raccontarti tutte quelle belle sensazioni che mi ha trasmesso la paura.

Si, hai capito bene. La paura. 

In particolar modo mi riferisco alla paura di fare qualcosa, quella paura che domina la tua vita e spesso, invece di farti fare qualcosa, te lo impedisce del tutto. Causando un unico grande problema.

Quello di avere rimpianti.

Ma lascia che ti spieghi meglio…

Quando ho capito che dovevo fare qualcosa

Quando ero ancora alle scuole superiori, le mie cugine, più grandi di me di qualche anno, fecero un’ esperienza di studio all’estero. Tornarono diverse, con una luminosità negli occhi, di quelle esperienze che ti cambiano la vita.

Mi sembravano felici e contente senza nessun’aria di avere rimpianti.

Mi raccontavano di storie pazzesche, dei nuovi amici incontrati lungo il percorso, di viaggi e di tutte le meraviglie di quei posti che riuscivano a visitare.

Parlavano di cibo, diverso dal nostro, così come della cultura e delle abitudini, ma non ne parlavano con pregiudizio, anzi, ne accentuavano la bellezza di un punto di vista diverso dal nostro da cui imparare e prendere spunti.

I loro racconti mi hanno sempre fatto sognare!

Forse è lì che qualcosa è cambiato.

Allora ho pensato di farlo anche io!

Appena entrata all’università il mio obiettivo era fare la domanda Erasmus e soprattutto rientrare in graduatoria!

Cosa accadde

Mi ricordo ancora che prima del terzo anno non si poteva partire, perché gli esami dei primi due anni era obbligatorio farli in “casa”.

Così escogitai un modo per impegnarmi al massimo e non avere nessun senso di colpa nel fare la domanda di ammissione, perché come tutti dicono “in Erasmus si perde tempo”.

Fatto sta che mi ero imposta di poter fare la richiesta Erasmus al 2 anno (per partire poi il terzo) solo se avessi raggiunto gli obbiettivi che mi fossi posta. Ovvero prendere determinati voti che volevo avere in certe materie.

Questo mi ha dato una carica incredibile e una costanza nel raggiungere l’obiettivo che ancora oggi me la ricordo, perché l’unica cosa che volevo era vivere quell’esperienza e avrei fatto di tutto perché questo accadesse.

La cosa che più mi colpì di me stessa è che lo feci da sola.

Ero una persona diversa

Prima di quell’esperienza ero una persona totalmente diversa.

Timida, non amavo il cambiamento, tutto mi metteva ansia e avevo paura delle situazioni che non avevo mai vissuto, era come se avessi sempre vissuto in una campana di vetro, protetta, e quindi era come se il mio inconscio mi dicesse che io non sarei stata in grado di affrontare situazioni diverse dalla normalità.

Oggi sono l’opposto e questo lo devo soprattutto al fatto di essermi costretta a fare esperienze che mi hanno fatto ricredere.

La partenza

Ricordo ancora la paura di quando ero su quel volo verso Madrid a 20 anni.

Da sola ad affrontare i prossimi 6 mesi di vita in un posto dove non ero mai stata, dove non conoscevo nessuno e a parlare una lingua che non era la mia. Su quel volo più di una volta mi sono detta: “Ma chi te lo ha fatto fare!”

Però sapevo che dovevo resistere. All’inizio ho faticato parecchio e non sapevo se ce l’avrei mai fatta. Ma ti assicuro che poi nel pieno della mia esperienza mi ritornavano in mente quegli attimi e mi sembravano fantastici quei momenti di ansia e paura vissuti con il senno del poi.

La vuoi sapere la verità?

Da lì non ho più smesso.

Anzi ora mi vado a cercare quelle situazioni che mi danno proprio quelle stesse sensazioni.

Quelle sensazioni in cui un po’ ti chiedi se ce la farai, se stai facendo la cosa giusta, ti dirai sempre “ma che cacchio sto facendo”, ma ora lo faccio con uno spirito totalmente diverso che mi da entusiasmo, adrenalina e voglia di vita senza precedenti.

E poi, in fondo, ormai so che ce la posso fare e che tutto andrà bene… ma davvero prova a fare qualcosa che ti porta fuori dalla tua zona di comfort, non rimarrai deluso quando poi ti guarderai indietro.

Il cambiamento verso una vita per non avere rimpianti

Dico la verità.

Quando compilai il modulo di richiesta della mia università, ero entusiasta, ma avevo una paura fottuta!

Mi sono dovuta reinventare, ho imparato un sacco di cose.

Era la prima volta che qualcuno della mia università partiva per Madrid al primo semestre, ma io mi impegnai ancora di più (il motivo era che gli esami fattibili erano tutti il secondo semestre) dato che  non era nelle mie corde accettare qualcosa solo perché era “già stato fatto”.

Cosi iniziati a contattare l’università spagnola in uno spagnolo che masticavo ancora poco, e riuscii a farmi convalidare diversi esami in accordo con la mia università di Roma.

Nel 2009, quando sono partita, questa esperienza non era molto in voga come oggi e soprattutto le persone, gli amici e la famiglia non capivano cosa ci potesse essere di bello ed entusiasmante nel fare una cosa del genere. 

In generale la reazione non era: “Ah che figo vai in Erasmus!” ma piuttosto: “L’Erasmus? Ma perché? Come fai con gli esami? Guarda che perdi tempo!”

Ho dovuto ascoltare e lasciar andare tutte le idee negative delle persone che erano intorno a me, e oggi mi dico grazie per questo.

Ho preferito non avere rimpianti piuttosto che pentirmi per il resto della vita per non averlo fatto.

Dalla ragazza timida e insicura di me che ero ho fatto un grande cambiamento, e sono molto più consapevole e sicura di quelle che sono le mie capacità.

E se penso che delle capacità non le ho, sono ancora più contenta perché questo rappresenta uno stimolo per imparare qualcosa di nuovo.

Per questo ti invito a fare lo stesso.

Non lasciare che la paura di quello che “potrebbe essere” domini la tua vita. Altrimenti sarai segnato da quello che “sarebbe potuto essere”, avere rimpianti, che è di gran lunga peggio!

Quindi, come dico sempre, esci dalla tua comfort zone, fai qualcosa di nuovo e non te pentirai.

Andrà tutto alla grande! Come ti racconto anche nella mia esperienza di imparare a fare surf in Marocco a 30 anni.

Un abbraccio,

Martina

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