Giardino di Ninfa

Giardino di Ninfa

 Il Giardino di Ninfa: la simbiosi tra storia e botanica

Quest’anno il primo maggio volevo passarlo in un posto diverso dal solito. E’ così che ho deciso di fare una gita fuori porta vicino Roma e visitare Sermoneta e Il Giardino di Ninfa.

Sermoneta è un piccolo borgo che mi ha stupito. Passeggiando per le stradine del paese, ho scoperto Casello Caetani, appartenente ad una ricca famiglia dell’epoca, ti consiglio di visitarlo, l’ingresso costa 8€ ed è compresa la guida.

Il Giardino di Ninfa, altro gioiello in provincia di Latina, posto in cui più di mille alberi provenienti da ogni parte del mondo sono riusciti a trovare dimora, nonostante il fatto che nel loro luogo originario avessero bisogno di condizioni particolari per sopravvivere.

Il Giardino di Ninfa è aperto solo determinati giorni dell’anno, a partire da fine Marzo fino a inizio Novembre.

CONSIGLIO: Acquista il biglietto sul sito, al costo di 15€ comprensivo di guida, in modo da non trovare il tutto esaurito, specialmente nei giorni di punta.

Un po' di storia

Il Giardino di Ninfa deve il suo nome ad un tempio che era presente in questo luogo, il Tempio dedicato alle Ninfe naiadi, ovvero le divinità naturali dei boschi e delle acque.

Il Tempio è andato completamente perso e ad oggi rimane solo una referenza storica che troviamo in un testo di Plinio il Vecchio nel I scolo d.C. all’interno della sua celeberrima opera “Naturalis Historia”.

Il nome Ninfa, a partire dal Tempio romano, si fissa nel tempo e resta invariato fino ai nostri giorni. Prima il tempio, poi il fiume, a seguire il borgo e infine il giardino.

Questa è la particolarità del Giardino di Ninfa: la storia e la botanica si fondono insieme.

Giardino di Ninfa

Le origini

Il giardino è nato quasi 100 anni fa sulle rovine di una cittadina medioevale che si chiamava Ninfa. Le date che ci aiutano a ricostruire la storia di questo posto non sono molte; ma sappiamo che nel 743 d.C. l’Imperatore d’oriente, Costantino V Copronimo, donò al Papa di Roma, Zaccaria, i terreni agricoli sia di Ninfa che di Norma.

Il borgo nel corso dei secoli cresce e si arricchisce grazie soprattutto alla posizione strategica in cui era collocato, in mezzo a due vie consolari, tra la via Appia (all’epoca impraticabile a causa dell’impaludamento) e la via Pedemontana.

Era di fatto un posto strategico per l’epoca, tanto che venne collocata una dogana così tutte le persone che passavano per Ninfa dovevano pagare un dazio grazie al quale la città riuscì a diventare sempre più ricca.

Giardini di Ninfa

La Famiglia Caetani

Il territorio venne governato da diverse dinastie, tutte nobili e collegate al papato, i Conti di Tuscolo, i Frangipane e i Colonna, ma la famiglia più importante è senza dubbio la Famiglia Caetani.

I Caetani acquistano Ninfa e diventano proprietari del territorio nel 1297. Per 700 anni saranno loro i signori indiscussi di questo luogo fino agli anni 70 del ‘900.

Per tutto il 1300, sotto il dominio dei Caetani, Ninfa arriva al massimo splendore, ma conosce anche la sua fine. Siamo in pieno scisma d’occidente, quindi la chiesa cattolica si spezza in due fazioni nemiche che lottano per contendersi il potere, il Papa a Roma e l’antipapa ad Avignone.

Gli scontri riguarderanno anche la famiglia Caetani perché alcuni di loro sostengono il papa romano, altri l’antipapa di Avignone. Nasce così una lotta interna che porta il borgo a navigare in cattive acque fino al suo totale declino. Per 600 anni Ninfa si addormenta.

La nascita del Giardino di Ninfa

1920. Qui la storia prende un’altra piega, perché gli ultimi eredi dei Caetani decidono di riportare Ninfa alla vita, trasformandola in un giardino.

Giardini di Ninfa
Piccola Foresta di Bamboo

Gelasio Caetani restaura le rovine, fa una bonifica e realizza uno scheletro del giardino, quindi mette a dimora le prime piante. Continuò i lavori il fratello Roffredo Caetani aiutato dalla moglie per poi passare il compito all’ultima erede di questa famiglia, la loro figlia, Lelia Caetani.

Per evitare che, a causa della fine della dinastia, il patrimonio si disperdesse o finisse nelle mani di un privato, Lelia aveva istituito nel 1972 la Fondazione Roffredo Caetani, dedicata al padre, attiva ancora oggi.

Il Giardino

Il Giardino di Ninfa ha una grandezza di otto ettari, e su quegli otto ettari si era creato un borgo ben organizzato. Ospitava 2 ospedali, 3 mulini ad acqua sul fiume, lungo il perimetro la cinta muraria, 14 torrette di guardia difensive e 6 porte di entrata e uscita dalla città e circa 150 case per 2000 abitanti.

Si pensa inoltre che ci fossero anche 14 luoghi di culto, 7 dentro e 7 fuori le mura. La principale e ancora visibile è la chiesa di Santa Maria Maggiore, che ospitò un evento storico di grande significato, l’incoronazione di Papa Alessandro III.

Tra le rovine della chiesa si vede altissimo un albero; si tratta di un Platano Orientale dei Balcani di 45 metri d’altezza. L’albero è il più alto di tutto il giardino e non ha neanche 70 anni, fu messo a dimora negli anni 50. Questo non è mai stato potato perché se l’albero non è pericolante o malato, si lascia all’auto potatura. Questa è una delle tante regole che vige nel giardino contro qualsiasi tipo di forma “umana” nel suo mantenimento.

Il Giardino,attraversato dall’omonimo fiume, ospita più di mille piante molte delle quali provenienti da tutto il mondo. Sono presenti numerosi roseti, un noce americano, un platano orientale, una foresta di bamboo cinese, un acero giapponese e tantissimi altri esemplari.

Giardini di Ninfa
Roseto in fiore

Per avere tutte le informazioni necessarie in merito a giorni, orari di apertura e costi, ti consiglio di verificare il tutto sul sito ufficiale del Giardino di Ninfa.

Se ti capita di visitare il Giardino di Ninfa, ti consiglio di riempire la giornata visitando anche il borgo adiacente di Sermoneta, con il Castello Caetani, e farti una passeggiata tra le rovine storiche di Norma.

A Norma fai tappa al museo del cioccolato. Troverai una rapida visita sulla storia e la lavorazione del cioccolato accompagnata dalla degustazione (gratuita) di  ottimi prodotti al cioccolato.

Per altri articoli del Blog, puoi cliccare qui.

Martina

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