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Isola di Giava: cosa vedere in 5 tappe

Un viaggio in Indonesia che si rispetti non può che cominciare dall’Isola di Giava.

Per la precisione, volando dall’Italia, il percorso più logico da fare è quello di arrivare a Yakarta e con un rapido volo interno raggiungere subito Yogyakarta. 

Tra le tante cose che l’Isola di Giava offre, sicuramente ce ne sono alcune che non possono essere assolutamente messe da parte per un giusto mix tra cultura e natura. Partiamo elencando i luoghi in una logica di viaggio che va da ovest verso est.

Sai cosa è rimasto più nel cuore delle persone che hanno visto diverse cose sull’isola di Giava?

Si, proprio una delle tappe che ti descriverò! Vediamo se il mio racconto scatenerà in te la stessa emozione che ho provato io trovandomi sul posto. Cominciamo!

1. Yogygarta

Kraton Palace, il centro politico e culturale di Yogygarta

Arriviamo a Yogyakarta dopo due giorni di viaggio e cominciamo subito il nostro giro. 

Il Kraton Palace è una vera e propria città, con scuole, negozi e moschee.

Quello che più risalta alla nostra vista sono gli anziani abitanti che indossano i classici abiti giavanesi.

Siamo fortunati, al nostro arrivo notiamo subito che all’interno di uno dei padiglioni principali è in corso il Gamelan, tipica esibizione indonesiana con strumenti come: xilofoni, tamburi o gong.

Ci fermiamo per un po’ a goderci questo momento.

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Esecuzione della tipica musica dell'isola di Giava: il Gamelan

Poco distante dal Kraton Palace troviamo l’ingresso del Taman Sari Water Castle, luogo conosciuto anche come il giardino del sultano di Yogyakarta.

In principio questo palazzo venne costruito per diversi scopi; ad esempio era considerato un luogo in cui riposare, meditare e dove nascondere la famiglia del sultano all’occorrenza.

Facciamo un rapido giro, la struttura non è molto grande ma comunque interessante per una visita.

Il Tempio Prambanan al tramonto

Poco lontano da Yogyakarta, circa 20 km a nord-est, il primo tempio che visitiamo in terra Indonesiana è il Tempio Induista di Prambanan, costruito nell’ 850 d.C. e dichiarato patrimonio UNESCO nel 1991.

Il complesso è grande, ma tre sono le costruzioni principali, quelle dedicate a Shiva, Brahma e Vishnu.

Tutto il complesso è caratterizzato da un’estrema attenzione alla decorazione che di certo non passerà inosservata.

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Tempio Induista di Prmbanan

La cosa che va assolutamente fatta è quella di fermarsi ad aspettare il tramonto. La luce di questo momento della giornata illumina la struttura di un colore che vi lascerà senza fiato.

Consigli

  • Vedere il tempio nel pomeriggio e aspettare il tramonto. Va specificato quando si fa il biglietto.
  • In Indonesia ci sono 12 ore di luce. Consulta qui gli orari per alba e tramonto.

2. L'incanto dell'alba a Borobudur

E’ mattina presto, ancora buio, forse le 3, ma questo piacevole sacrificio è da fare se si vuole veder sorgere il sole da uno dei templi più belli di tutta l’Indonesia.

Sicuramente questo rimane un must tra le cose da vedere sull’isola di Giava.

Con una torcia fornita all’ingresso e compresa nel biglietto si cominciano a salire i gradini che porteranno alla cima, nulla di complicato, ma è molto importante arrivare presto per accaparrarsi i posti migliori per vedere l’alba.

Borobudur è un tempio buddhista dell’800 d.C., anche questo dichiarato patrimonio dell’UNESCO.

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Tempio Buddhista di Borobudur all'alba

L’edificio è mastodontico e ricopre un’area di 123×123 metri con un’altezza di 36; Il suo è un complesso architettonico particolare, caratterizzato da 10 terrazze rappresentanti le 10 fasi del cammino spirituale verso la perfezione.

Dopo la sua costruzione, ci sono stati diversi avvenimenti che hanno portato all’abbandono di questa meraviglia, prima a causa del prevalere della religione Induista nel Paese, poi perché venne sommerso dalle ceneri provenienti da un’eruzione vulcanica.

Oggi questo è uno dei luoghi più visitati dell’isola, i turisti di certo non mancheranno mai, ma l’emozione di osservare il sole sbucare dal lontano complesso montuoso che circonda la struttura per poi illuminare questo pezzo di storia è un’emozione che ti invito a provare.

Consigli

  • Vestirsi a strati. il mattino presto fa freddo, anche in Agosto.
  • Fate in modo di essere in cima al tempio molto presto, quando ancora è buio.
  • Con il biglietto d’ingresso avrete una torcia e un sarong (tipo pareo) per la visita.
  • In Indonesia ci sono 12 ore di luce. Consulta qui gli orari per alba e tramonto.

3. Bromo Tengger Semeru National Park

Comincia il lunghissimo spostamento in autobus verso la parte est dell’isola di Giava.

Arriviamo a destinazione vicinissimi al Bromo Tengger Semeru National Park, il tempo di una rapida doccia, cena e tutti a nanna.

Dormiamo vestiti alle pendici del Monte Bromo, presso Yoshi’s hotel. Freddo. Tanto.

Alle 2 del mattino dobbiamo essere operativi. Arrivare al principale punto panoramico del cratere non è complicato ma ci vuole il suo tempo, soprattutto se si è intenzionati a vedere l’alba.

Ci vengono a prendere le Jeep che attraverso un percorso, prima asfaltato e poi sterrato, ci portano proprio all’inizio del sentiero da fare per raggiungere il miglior punto panoramico e aspettare, anche in questo caso, il sopraggiungere dei tenui colori dell’alba.

Ci scaldiamo con una tazza di tè, i fotografi impostano le loro fotocamere con tempi d’attesa piuttosto lunghi, tutti in fremito aspettando che il tempo ci regali questo spettacolo tanto atteso, la Caldera del Tengger con i suoi tre coni vulcanici si stanno palesando ai nostri occhi.

Bromo (2.329m), Batok (2.440m) e Semeru (3.676m).

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Bromo Tengger Semeru National Park all'alba

Una volta ammirato lo spettacolo si scende nuovamente e con le Jeep raggiungiamo un infinito spazio sabbioso, altro non è che cenere vulcanica depositatasi nel tempo.

Muniti di bandane che ci coprono naso e bocca, cominciamo a percorrere a piedi la salita, con questa scalata si arriva direttamente sul cratere del Monte Bromo, fumante, uno spettacolo davvero suggestivo, difficile da spiegare a parole.

Consigli

  • Vestirsi a strati. il mattino presto fa freddo, anche in Agosto.
  • Arrivati al punto panoramico prendetevi un tè. Vi scalderà.
  • In Indonesia ci sono 12 ore di luce. Consulta qui gli orari per alba e tramonto.

4. Madakaripura Waterfall

Subito dopo lo spettacolare inizio di questa giornata con il Monte Bromo, decidiamo di fermarci in un posto che non tanti considerano tra le cose da vedere sull’isola di Giava.

Ritenuto essere l’ultimo luogo di meditazione del primo ministro, Gajah Mada, del grande regno giavanese di Majapahit, l’imponente cascata viene carinamente soprannominata “la cascata eterna”, poiché le sue acque non cessano mai di riversare una pioggia ricca di benedizioni a chi è abbastanza fortunato da camminare sotto di essa. 

La spettacolare cascata giace nascosta all’estremità di una valle profonda ai piedi della catena montuosa Tengger.

Per raggiungerla, è necessario camminare per circa 20 minuti lungo una strada, o anche optare per la soluzione più divertente, a bordo di motorini guidati da ragazzini indonesiani, di circa 15 anni che ti portano fino all’ingresso principale; noi abbiamo scelto quest’ultima.

Qui si incontra la statua di Gajah Mada, nella posizione seduta di profonda meditazione che saluta i visitatori prima di proseguire. Una suggestiva atmosfera prende piede mentre la cascata entra in scena. I suoni rumorosi dell’acqua diventano poco a poco più forti.

La meraviglia della natura

Il sentiero termina in una valle surreale, tutto intorno a noi c’è la parete rocciosa, davanti l’impressionante cascata di 200 metri di altezza che mette in risalto la scena e poco più avanti il lago di acqua che si è formato nel tempo.

La cascata Madakaripura viene ritenuta la cascata più alta di Giava e la seconda cascata più alta dell’Indonesia. Lo scenario è meraviglioso ma l’ambiente intorno all’area è davvero qualcosa che deve essere sperimentato in prima persona.

Siamo entusiasti, un momento straordinario dopo giorni che dormiamo pochissimo e facciamo mille cose al secondo, ci rinfreschiamo in questo piacevole percorso per finire in un gelido bagno nel laghetto sottostante la cascata.

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Arrivo alla cascata di Madakaripura

Consigli

  • Non portare nessun oggetto tecnologico. Ci si bagna, tanto.
  • Indossare il costume, è possibile fare il bagno alla fine del sentiero.
  • Fatevi accompagnare all’ingresso dai ragazzi indonesiani in motorino. Si risparmia tempo (camminerete successivamente) ed è molto divertente.

5. Il Kawah Ijen: dove ho lasciato il cuore

Non facciamo in tempo a terminare la visita al Bromo che torniamo verso le nostre auto pronti alla volta dell’ultima tappa dell’isola di Giava, il vulcano Kawah Ijen.

Arriviamo in hotel e riposiamo pochissimo per poter fare il trekking notturno.

Siamo al punto di partenza alle 11 di sera, siamo muniti di luci frontali, maschera anti-zolfo e con un bastone per scaricare il peso della camminata iniziamo il lungo cammino verso il posto che più mi è piaciuto di tutta l’Indonesia, per la sua particolarità, la sua bellezza e l’incredibile atmosfera vissuta durante il percorso.

Questo è stato anche il trekking più faticoso, ma ne è valsa decisamente la pena.

Comincia il trekking

Bene, cominciamo ad incamminarci, dopo una lunga camminata su una strada asfaltata tutta in salita, arriviamo sulla parte più alta del cratere.

Siamo a metà strada e siamo pronti a scende proprio all’interno del vulcano, questa volta in un percorso in discesa tra massi e sassi.

Sul sentiero non è raro incontrare i famosi portatori di zolfo, che trasportano in spalla su un bilanciere con due cesti, circa 70 kg di zolfo. Uomini minuti e magri con il volto segnato dalla fatica.

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Minatori di zolfo nel cratere vulcanico di Kawah Ijen

Arriviamo nella parte interna del cratere ed è ancora buio. In questo momento vediamo uno degli spettacoli più belli di tutto il viaggio il Blue Fire, ovvero il fuoco blu, tipico fenomeno che si scatena nel momento in cui lo zolfo entra in contatto con l’aria. Poco a poco arriviamo nella parte più bassa e tutto intorno a noi comincia ad arrivare la luce. Si sta facendo giorno e lo spettacolo, dopo l’immensa fatica, è gratificante.

La caldera ci circonda, sembriamo quasi in trappola, piccolissimi dentro la bocca di questo enorme vulcano, e non ci capacitiamo quasi di come siamo finiti li.

Il Kawah Ijen ci sorprende ancora

Ma le sorprese non sono ancora finite. Si scorge ancora più in basso un lago… che cos’è? Ragazzi il lago acido più grande al mondo!

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Arrivo al lago acido più grande al mondo del vulcano Kawah Ijen

Siamo meravigliati, siamo senza parole, siamo quasi assenti e non notiamo neanche più la massa turistica intorno a noi. Tutti in silenzio e rispettosi nel mantenere intatto questo momento magico.

Cominciamo la risalita, fino a quando torniamo sulla cima del cratere e ci godiamo dall’alto la vista, che poco prima non avevamo potuto vedere perché era buio pesto.

Torniamo alla base alle 8 di mattina. Recuperiamo le auto e via, verso la nuova destinazione.

Questo è quello che decisamente occupa un posto nel mio cuore e il posto n.1 tra cosa vedere sull’isola di Giava.

Consigli

  • Vestirsi a stati, qui siete in movimento non farà troppo freddo.
  • Portate sempre acqua e qualcosa da mangiare. (Noci e mandorle vi daranno energia).
  • A metà strada c’è un piccolo punto di ristoro, verso l’ultima parte della salita.
  • Munitevi di luce frontale. Le maschere anti zolfo vi vengono fornite.
  • In Indonesia ci sono 12 ore di luce. Consulta qui gli orari per alba e tramonto.

Le emozioni da esprimere sono davvero tante, molte di più di quelle che si possono trasmettere con le parole, per questo ti invito a visitare l’Indonesia al più presto!

Intanto sarei felice di sapere se hai trovato interessante il mio articolo, lasciami pure un commento o fammi delle domande se hai altre curiosità.

Se non sai chi sono: scoprilo qui.

Un abbraccio.

Martina

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